auricolari cuffie musica final

Creative ha fatto causa a chiunque abbia un player musicale

Giuseppe Tripodi

Cos’hanno in comune Sony, Samsung, LG, Motorola, Lenovo, HTC, BlackBerry e ZTE? Semplice, sono tutti finiti nel mirino di Creative, che ha denunciato in massa tutte queste società, colpevoli di aver incluso un player musicale nei loro dispositivi.

Mettendo da parte la facile ironia, Creative è effettivamente proprietaria di un brevetto che prevede l’organizzazione gerarchica dei brani (ad esempio Artista / Album / Canzone) e che, prevedibilmente, viene infranto da praticamente qualsiasi riproduttore musicale al mondo.

LEGGI ANCHE: Una donna convinta di aver inventato lo smartwatch vuole 2 miliardi da Apple

Non è la prima volta che Creative fa causa ad una compagnia per lo stesso motivo: nel 2006 la società ha vinto un rimborso di 100 milioni di dollari da Apple.

Il brevetto riguarda una struttura gerarchica utilizzata davvero da chiunque e, per questo motivo, Creative è stata accusata di voler guadagnare soldi facili a spese delle otto aziende citate in giudizio, che rappresentano alcuni dei nomi più famosi del mercato smartphone. Scopriremo nei prossimi mesi se le suddette otto compagnie saranno davvero costrette a rimborsare Creative per aver utilizzato quel che ormai è a tutti gli effetti uno standard de facto per la riproduzione musicale.

Via: PhandroidFonte: Reuters
  • TheJedi

    Il classico caso dei brevetti americani, potrei anche brevettare l’alfabeto a rutti al contrario e poi farmi pagare le royalities.

    • MarvelEroes

      Prima pero’ vorrei sentirlo

      • TheJedi

        Non sono in grado, il massimo che ho fatto è stato pronunciare molto velocemente 3 lettere, ma non è necessario che il “prodotto” esista realmente per brevettarlo negli States, basta l’idea 😀

      • a’ndre ‘ci

        è quello il bello, non serve che esista per brevettarlo

        http://www.google.com/patents/US20060071122

  • Steve

    da un lato mi fa imbestialire, dall’altro mi sta simpatica perché è riuscita a far sborsare soldi ad Apple con lo stesso metodo