Intel si ritira in pratica dal settore mobile, senza averci mai davvero provato

Nicola Ligas

Un portavoce Intel ha confermato la cancellazione dei chip Atom per dispositivi mobili, nome in codice SoFIA e Broxton. Le risorse inizialmente destinate al loro sviluppo, saranno dirottate verso “prodotti che forniscano maggiori ritorni monetari e che portino avanti la nostra strategia,” forse nella realizzazione di chip 5G e modem.  I vecchi processori di Intel per dispositivi mobili stanno poi invecchiando, e senza rimpiazzi in vista di certo saranno sempre meno appetibili.

L’azienda di Santa Clara non vede inoltre i tablet standlone come dispositivi competitivi, in un mercato che sembra prediligerà gli ibridi, tanto che già molti produttori stanno preferendo i nuovi Core M Skylake rispetto agli Cherry Trail che nel corso degli anni si erano maggiormente diffusi.

LEGGI ANCHE: Intel taglia l’11% della sua forza lavoro

L’attenzione per il 5G va inoltre l’ambito di smartphone e tablet, e riguarda bene o male qualsiasi dispositivo connesso, dall’IoT, ai droni ed altro. È insomma una strategia di lungo termine per Intel, un po’ come quella del Centrino lanciato nel 2003 e che alla fine ha pagato, data la presenza perenne di connettività Wi-Fi su ogni laptop.

Il futuro dei chip Atom potrebbe insomma risiedere nel mondo dell’Internet of Things, ma il focus principale di Intel continuerà ad essere sulle soluzioni server con la linea Xeon, sul cloud computing in generale, sugli FPGA (field-programmable gate arrays), e sulla silicon photonic.

LEGGI ANCHE: I piani di Intel per l’era post-PC

Smartphone e tablet diventano insomma, per forza di cose, puro appannaggio dell’architettura ARM, con Qualcomm che al momento è tornata leader del settore, ma tanti altri player in lizza, da MediaTek, alla HiSilicon di Huawei, agli Exynos di Samsung. Quel che è ormai certo, è che lo spazio dei sistemi x86 sarà sempre più ridotto, da oggi in poi, fino a scomparire.

Fonte: PCWorld