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L’FBI ha sbloccato l’iPhone di San Bernardino senza l’aiuto di Apple

Giuseppe Tripodi Grazie all'aiuto di una terza parte ancora sconosciuto, l'FBI è riuscito ad ottenere i dati dell'iPhone dell'attentatore senza l'aiuto di Apple.

L’FBI ha finalmente sbloccato il famoso iPhone 5c appartenuto a Syed Rizwan Farook, attentatore che lo scorso 2 dicembre ha ucciso 14 persone a San Bernardino. L’ente investigativo è riuscito ad ottenere i dati senza l’aiuto di Apple e il Dipartimento di Giustizia ha deciso di terminare l’azione legale contro la società di Cupertino.

Nelle scorse settimane questa vicenda aveva fatto discutere molto, dividendo l’opinione pubblica e facendo domandare a tutti se fosse lecito che un’azienda come Apple dovesse fornire una backdoor che potenzialmente avrebbe reso vulnerabili tutti i suoi dispositivi.

Tim Cook aveva infatti rifiutato di sviluppare un’apposita versione di iOS per sbloccare l’iPhone in questione ma, appena poche ore prima dell’udienza in tribunale, l’FBI ha comunicato che forse non avrebbe avuto bisogno di Apple, grazie ad una nuova possibilità offerta da una “terza parte”, ancora ignota.

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Alcuni hanno fatto il nome della compagnia israeliana Cellebrite, ma attualmente non ci sono notizie certe su chi abbia aiutato l’FBI e il Dipartimento di Giustizia ad ottenere i dati dello smartphone incriminato, né come abbiano fatto.

Via: PhoneArena