iPhone 6 Tim Cook presentazione Apple Watch

L’ONU e le grandi aziende della Silicon Valley con Apple per difendere la privacy

Giuseppe Tripodi

Non passa giorno che non si parli della disputa tra Apple e l’FBI e nelle ultime ore il dibattito si è ulteriormente acceso: sempre più grandi nomi si sono schierati dalla parte della società di Cupertino, difendendo il diritto alla privacy e chiedendo che l’FBI non costringa la società a realizzare l’oramai famigerato GovtOS.

Poche ore fa abbiamo scritto della presa di posizione di Google e Samsung, ma in realtà sembra che nel campo informatico nessuno abbia dubbi: praticamente chiunque ha preso le difese di Apple, tanto che quest’ultima ha creato appositamente una pagina con tutti i comunicati stampa in sua difesa. Nell’elenco troviamo ben 32 compagnie, tra cui i già citati WhatsApp, Facebook, Mozilla e Google, ma anche eBay, GitHub, Kickstarter, LinkedIn, Reddit, Amazon, Cisco, Microsoft e tantissimi altri.

LEGGI ANCHE: La Francia vorrebbe multare Apple e Google se si rifiutano di sbloccare gli smartphone indiziati

Ma alla questione non si sono interessate solo aziende informatiche, ma anche agenzie umanitarie: l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (meglio conosciuto con la sigla OHCHR), agenzia specializzata dell’ONU, ha pubblicato un comunicato in cui il presidente Zeid Ra’ad Al Hussein prende le difese di Apple:

Con l’obiettivo di regolare un problema di sicurezza con la decrittazione di dati in un caso ben preciso, le autorità rischiano di aprire un Vaso di Pandora con implicazioni che potrebbero essere estremamente dannose per i diritti umani di milioni di persone.

Insomma, nonostante in un recente sondaggio i cittadini statunitensi sembravano quasi equamente divisi tra favorevoli e contrari, sembra che sempre più autorità stiano riconoscendo l’importanza della privacy: se in un primo momento Apple sembrava “condannata” ad assecondare l’FBI, adesso pare che la vicenda stia prendendo una piega decisamente diversa.