5.0

Gods of Egypth (2)

Dal cinema allo smartphone, ecco Gods of Egypt (recensione)

Giorgio Palmieri Déi egizi, Jaime Lannister e combattimenti chiassosi: i giusti ingredienti per un titolo divertente, in teoria: ma in pratica?

Gods of Egypt è un progetto cinematografico sul quale è impossibile non farsi due domande a riguardo dopo la visione del trailer. Sebbene sia ambientato in Egitto, la pellicola sfoggia attori rigorosamente bianchi, forzuti e bellocci.

Tuttavia, quello proposto dal regista Alex Proyas è un mondo spettacolare, fantastico, dove la potenza degli dei è raffigurata a partire dalla loro altezza superiore a quella dell’uomo, per poi sfociare nell’azione più appariscente, paragonabile ad un vero e proprio videogioco.

Il film è in sala a partire da oggi 25 febbraio, e noi non abbiamo perso l’occasione di provare a fondo il tie-in a lui dedicato: scopriamolo insieme.

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Storie epiche

Lo spietato Dio del Caos Seth (interpretato da Gerard Butler) ha usurpato il trono dell’impero mettendo a rischio la sopravvivenza dell’umanità.

Niente che un altro Dio non possa riparare: infatti Bek (Brenton Thwaites), un giovane coraggioso, decide di stringere un’alleanza con Horus (Nikolaj Coster-Waldau, il Jaime Lannister di Game of Thrones) per riportare la situazione alla normalità. Si susseguiranno poi combattimenti al limite dell’epilessia, con creature mitologiche, mostri di vario genere e tanti, tantissimi grattacapi sulle leggi della fisica, almeno per come le conosciamo oggi.

Il tie-in di Gods of Egypt non poteva dunque che essere un gioco d’azione. Realizzato da Sticky Studios in collaborazione con Lions Gate, Gods of Egypt – I Segreti del Regno Perduto vi mette nei panni di Horus e Bek in arene delimitate da barriere invisibili in cui dovrete menare le mani come non ci fosse un domani.

Gods of Egypt 1

Il sistema di combattimento è basato sull’utilizzo di uno stick analogico per il movimento e due pulsanti virtuali, uno per la parata e l’altro per l’attacco. La lunga pressione di quest’ultimo permette di eseguire un colpo potente, mentre il tocco ripetuto da vita ad una combo. Una volta caricata l’apposita barra a suon di mazzate, sarà possibile scatenare una potente abilità per abbattere tutti i nemici della zona in un colpo solo.

Come uno starnuto

La durata dell’avventura è a dir poco esigua, e si attesta sui venti minuti di gioco, in cui attraverserete tre livelli popolati da tre tipi di nemico differenziati con pattern d’attacco abbastanza chiari.

Gods of Egypth (1)

Il titolo rimane godibile fino al secondo stage, mentre nel terzo osa un po’, e iniziano a sorgere i primi problemi, dal puntamento deficitario alla conseguente impossibilità di cambiare obiettivo durante gli scontri, fino ad arrivare alla telecamera anarchica che non riesce ad inquadrare bene l’azione. Quando appunto l’avventura comincia a mostrare il fianco, il gioco finisce, invitando il pubblico ad andare a vedere il film in sala. Infatti, la storia del gioco, narrata con linee di testo e immagini statiche, racconta solo una piccolissima parte della pellicola.

Parlando di aspetti estetici, Gods of Egypt vive di alti e bassi. Alcuni scorci non sono per niente male, così come la modellazione poligonale in generale, abbastanza curata se si considera l’entità del prodotto.

La cornice però è vittima di problemi che sporcano la resa visiva, come texture vistosamente in bassa risoluzione, animazioni mancanti e compenetrazioni, difetti che passano in secondo piano visto l’impatto nella sua interezza. Purtroppo lo stimolo a rigiocare i livelli è paragonabile allo zero a causa dell’eccessiva monotonia che affligge l’esperienza la quale, tuttavia, è proposta gratuitamente e senza acquisti in-app. Una modalità sopravvivenza ben strutturata avrebbe di sicuro giovato all’offerta contenutistica.

5.0

Giudizio Finale

Gods of Egypt – I Segreti del Regno Perduto è un prodotto pubblicitario all’insegna della mediocrità da consumare esclusivamente in sala durante i trailer prima del film, o comunque in contesti simili.

PRO CONTRO
  • Totalmente gratuito
  • Genere poco inflazionato tra i tie-in mobile
  • Longevità risicata
  • Ripetitivo, nonostante la brevità
  • Svariati problemi elementari nel gameplay

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