wattup-devices-640x341

Con WattUp potremo ricaricare lo smartwatch mentre lo indossiamo. Prima o poi.

Giuseppe Tripodi

Vi ricordate di Energous? Al CES dell’anno scorso la compagnia aveva mostrato la sua tecnologia per la ricarica wireless a 6 metri di distanza. Da allora l’azienda ha continuato a lavorare sul progetto, chiamato WattUp, che permette di ricaricare un dispositivo tramite l’invio di un segnale RF che viene convertito in energia da un apposito chip: in sostanza, basterà trovarsi nei pressi di un caricatore WattUp per ricaricare tutti i dispositivi supportati.

Energous è anche riuscita a ridurre notevolmente le dimensioni del chip, che adesso è grande solo 3,3 mm: abbastanza piccolo per essere utilizzato non solo sugli smartphone, ma anche su qualsiasi wearable.

energous-wattup-chip
Il chip WattUp accanto ad una moneta. Immagine via Engadget

 

Se vi state domandando perché il vostro smartwatch non si ricarica ancora da solo quando siete seduti alla scrivania, la risposta è che semplicemente Energous non è ancora riuscita a trovare partner commerciali interessati ad includere il suo chip nei propri dispositivi. La società ha comunicato di essere al lavoro con 5 importanti produttori (non è dato sapere quali) che potrebbero adottare prossimamente WattUp, ma non ci sono ancora ulteriori novità in merito.

LEGGI ANCHE: Stessa autonomia in metà spazio: queste le nuove batterie Hitachi

D’altronde, quando si parla di tecnologie così innovative, il problema principale è sempre lo stesso: riuscire a convincere il maggior numero di persone ad utilizzare questa novità, facendo sì che la spesa per implementarla risulti sostenibile.

Considerando che l’autonomia è uno dei principali problemi degli smartwatch (e non solo), speriamo che la ricarica wireless a distanza riesca ad arrivare a breve sul mercato. Qui in redazione noi vogliamo un caricatore WattUp (e relativi dispositivi supportati) al più presto, voi cosa ne pensate? Il dramma dell’autonomia si risolverà davvero tramite un caricabatterie a distanza=

Via: PhandroidFonte: Energous
  • GattoMorbido

    Visto che non riescono a darci batterie che durano di più ci danno caricatori che caricano prima (tipo vooc) o che caricano sempre (come questo, via wifi) alla faccia del consumo energetico improprio.
    Però, se in casa usiamo le lampadine a incandescenza invece di quelle ecologiche, siamo veniamo definiti dei disgraziati… doppio bah!

    • Fotonic

      Lampadine a basso consumo obbligatorie nelle case… poi vedo ovunque edifici pubblici e monumenti illuminati a giorno con faretti che di risparmio energetico hanno ben poco…
      Ok illuminarli ma almeno a notte fonda si potrebbe ridurre o evitare del tutto tale illuminazione. :/

  • Fotonic

    Alla faccia delle emissioni elettromagnetiche… tumorazzo in 3… 2… 1… ma almeno l’orologio é carico! 😀

    • dgero83

      e cominciamo con le onde elettromagnetiche e le leggende metropolitane…

      Tutto quello che vedi è onda elettromagnetica, così anche quello che percepisci come temperatura.
      Le onde elettromagnetiche che si usano per veicolare le informazioni (tipo anche il segnale della tv per dirne uno) sono non ionizzanti, cioè sono troppo deboli per provocare modifiche a livello molecolare. Non stiamo parlando di raggi gamma.
      Noi stessi in quanto animali a sangue caldo emettiamo radiazioni molto più pericolose. Si chiamano infrarossi, che tu percepisci come calore toccando qualcuno. Gli infrarossi li blocchi con una coperta, con un piumino, o con una presina, per le microonde basta una griglia.

      • Fotonic

        Ionizanti o no trasmettono energia visto che i dispositivi si ricaricano.
        E da quanto ne soil corpo umano è un’ottima spugna per quanto riguarda radiazioni di questo tipo.
        Quindi dal mio punto di vista la leggenda è il tuo “tranquilli, non fa nulla” fin che non viene dimostrato ma solo raccontato per evitare fobie.
        Se poi tocco qualcuno ne percepirò la temperatura corporea, non certo gli infrarossi emessi, semmai quelli li percepisco prima di toccare la superficie. Non commento il resto, se vuoi fare digressioni almeno sii preciso. 😉

        • dgero83

          non c’è bisogno di essere precisi con chi ha la fobia delle onde elettromagnetiche, anzi non si arriva mail al punto e si divaga, meglio riassumere per sommi capi, perché non sono persone che leggono a lungo. Se hai paura delle onde elettromagnetiche della lunghezza delle microonde sei mal informato. tutto è energia. la puoi condurre con il suono l’energia, tramite la risonanza, come per esempio qua http://techcrunch.com/2015/04/26/kill-the-cord/

          • Fotonic

            A quanto pare sono più pignolo di te e sto più attento alla correttezza di quanto scrivo e capisco.
            Sii coerente comunque, non stiamo poi parlando di suoni ma di onde elettromagnetiche in aggiunta ai campi magnetici naturali o no in cui già siamo immersi quotidianamente sempre più.
            Quindi suggerisco a te di aggiungerei ai buoni propositi per il nuovo anno una bella ripassata di fisica, non guasta mai. 🙂

          • dgero83

            Hai scritto tu che se una cosa trasmette energia è pericolosa. Quindi ti ho portato un esempio di una cosa che serve a trasmettere energia che non può farti paura. Ripassati tu la fisica, che io una laurea in ambito scientifico ce l’ho già.

          • Fotonic

            Quindi la laurea ti abilita a scrivere quello che vuoi? Interessante, non sapevo funzionasse così. 🙂
            Per me puoi installarti un magnetron di microonde sotto la scrivania, tanto è solo energia elettromagnetica, che vuoi che faccia… ovviamente dovrai munirlo di antenna, credo basti un ‘imbuto’ metallico, per adattare il carico altrimenti bruci l’emettitore. Contento tu…
            Per quanto mi riguarda invece preferisco mantenermi il sospetto in mancanza di dati certi.
            A più cotti, saluta i grillini! 😉

          • dgero83

            Sei di quelli che si caricano di parole che reputano difficili per far credere di sapere. Io al contrario come ti ho scritto, semplifico quando ho davanti uno che non conosce. E parlo solo di ciò che conosco. Porti fuori tema pur di fingere di sapere cose che conosci solo per sentito dire, e si vede. Io ti ho chiarito quello che hai scritto di sbagliato, con un linguaggio lineare per far capire, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. È inutile parlare.

          • Fotonic

            Sei riuscito a esprimere concetti sbagliati pur usando parole semplici, cosa che hai iniziato a fare per primo. Ora, evidentemente non in grado di argomentare, tiri indietro la manina…
            Installalo bene quel magnetron, magari ci ricarichi pure il tostapane. 😉

          • dgero83

            Non c’è bisogno di risponderti, basta leggere. Buona serata.

          • Fotonic

            Se pur di rispondere devi riportare informazioni sbagliate era il caso di evitarlo fin dall’inizio.
            Buoni irraggiamenti. 😉

          • Kiuuby

            Mioddio ma se hai letto un minimo di quello che ha scritto e poi ri-letto le tue risposte io mi vergognerei un pochino… e la ripassata in fisica non se la deve fare certo lui eh

          • Fotonic

            Illuminami pure… 🙂

          • Fotonic

            Come volevasi dimostrare, altro genio che scrive tantoper… :/

      • Bebbo.

        Bhè oddio, il WIFi a 2.4Ghz è ionizzante. E trasporta informazioni. Esistono ovvie limitazioni sulla potenza però

        • dgero83

          no, non è ionizzante. rientra nelle microonde.

          • Bebbo.

            Pardon.
            Però se non vado errando è la frequenza di risonanza dell’acqua quindi al massimo “riscalda” no?
            Il principio dei forni a microonde

          • dgero83

            Sì. La risonanza non c’entra, è un’altra “misconception” però è come dici tu.

        • Fotonic

          Lascia stare, partita persa, lui cuoce i cibi avvicinandoli alle casse dello stereo e alzando il volume visto che i suoni conducono energia,una vale l’altra… 😀

          • dgero83

            Troppo difficile leggere eh? Più facile denigrare invece che ammettere l’ignoranza. L’articolo è lungo, difficile leggerlo tutto, ecco il bignamino: hai una lamina che vibra a una determinata frequenza da una parte (collegata alla presa) dall’altra ne hai una che si mette a vibrare per risonanza, a questa hai collegata una -diciamo- dinamo che sfruttando la vibrazione ti ricarica il dispositivo. Il suono è un’onda di compressione dell’aria, quindi sì, c’è energia nel suono.
            Comunque sto perdendo tempo. Meglio i tweet dei grillini.

          • Fotonic

            Vero, con tutto quel casino che fanno sai energia che ne ricavi? 🙂
            Io invece della dinamo ci piazzerei qualcosa di piezoelettrico, che dici? 😉

  • Giammy

    Per gli smartwatch, per adesso basterebbe un caricabatteria cinetico integrato già nell’orologio, sicuramente farebbe farlo durare di più