Il CEO di BlackBerry contro Apple: il nostro impegno per la privacy non si estende ai criminali

Giuseppe Tripodi -

Nelle ultime settimane sta facendo parecchio discutere l’opposizione tra le forze di sicurezza statunitensi da una parte (tra cui FBI e Department of Justice) e Apple dall’altra. Alcuni software della mela, tra cui iMessage e FaceTime, offrono una criptazione end-to-end e, proprio per questo motivo, non c’è alcun modo per accedere ai dati scambiati in questo modo, neanche per Apple.

Mentre le agenzie governative chiedono quindi alla società di Cupertino una backdoor (o, comunque, un metodo per ottenere informazioni utili per questioni di sicurezza), Apple sembra irremovibile sulla questione, sostenendo che la privacy degli utenti viene prima di qualsiasi altra cosa.

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Curiosamente, con un recente post sul blog di BlackBerry, il CEO della compagnia si è esposto contro la mela morsicata, sostenendo che il proprio impegno per la privacy non si estende ai criminali. John Chen si è quindi schierato dalla parte delle autorità, sostenendo che sia assurdo per una società non collaborare con i governi per mantenere il buon nome del brand.

Adesso, mettendo da parte l’eterno dibattito su privacy e sicurezza pubblica, in molti sul web stanno giustamente facendo notare l’ironia delle parole di Chen: BlackBerry è una società che ha sempre puntato moltissimo sulla privacy e la tutela dei dati degli utenti e supporre un’eventuale collaborazione con le autorità implica per forza di cose la possibilità per terzi di accedere alle informazioni contenute sui dispositivi.

Insomma, la questione è decisamente spinosa e anche la posizione di Chen ha lasciato scontento più di un utente: voi cosa ne pensate? Fa bene Apple a tutelare la privacy ad ogni costo o dovrebbe mantenere una via d’accesso ai dati degli utenti per questioni di sicurezza pubblica?

Via: 9to5Mac