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Rayman Adventures Copertina

Rayman Adventures: una melanzana acida (recensione)

Giorgio Palmieri Ubisoft festeggia i vent'anni della melanzana più spassosa di sempre con il terzo capitolo mobile a lei dedicata. Ecco la nostra recensione di Rayman Adventures.

Non c’è due senza tre, e meno male. Rayman Adventures è, almeno su carta, quello di cui aveva bisogno la serie. Peccato che non tutto è andato per il verso giusto, non tanto per problematiche interne, quanto per scelte di design a dir poco discutibili.

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Senza gambe, sempre in gamba

Diamo a Cesare quel che è di Cesare: Rayman è una delle serie del passato trattate con maggior rispetto negli ultimi anni. Ha vissuto infatti un secondo periodo di giovinezza, e non solo su console.

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Uno degli studi interni della blasonata società francese ha attuato un validissimo piano di sviluppo su Android e iOS, avviando di fatto una saga parallela a quella console, sempre con protagonista il mitico Rayman, capace di sfruttare pienamente le piattaforme touch.

I risultati di tali sforzi prendono i nomi di Jungle Run e Fiesta Run, due prodotti maturi che hanno saputo racchiudere l’essenza del mobile gaming con grande competenza. Rayman Adventures, d’altro canto, è il capitolo che vuole osare di più, a partire dal modello di monetizzazione, ora free-to-play, che ha cambiato radicalmente l’impalcatura di gioco.

Alla base, il titolo rimane un classico platform a corsa automatizzata fondato sul tempismo, dove i tap a schermo regolano l’ampiezza del salto. La formula è stata però ampliata con l’introduzione della meccanica del cambio direzionale, elemento che, sul campo, aumenta sensibilmente la profondità del level design. La qualità di questo è purtroppo altalenante, e le trappole che si susseguono col passare dei livelli diventano via via sempre più complesse, tanto che il sistema di controllo non riesce a stargli dietro.

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Tale difetto sembra venir coperto dalla rigidissima struttura free-to-play che si edifica sulle Incrediball, simpatiche creaturine il cui utilizzo facilita di gran lunga le partite, offrendo vite extra, servizi di ricerca tesori e di calamite attira Lum, indispensabili per la buona riuscita dei livelli, cosa che fa pendere l’ago della bilancia verso il pay-to-win.

Meglio una gallina domani

In realtà è l’intera progressione a basarsi sulle Incrediball: a differenza dei predecessori, Rayman Adventures non segue un canonico susseguirsi dei livelli, bensì opta per un assetto a zone. Il giocatore potrà sceglierne una, la quale sarà caratterizzata da una manciata di livelli preconfezionati. Dopodiché, una volta completata, sarà costretto ad abbandonarla per dirigersi verso un’altra. Dimenticatevi quindi di rigiocare gli stessi livelli una volta andati via.

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Ciascuna zona conquistata dona un uovo, all’interno del quale può sbucare una Incrediball, che andrà appunto ad aggiungersi alla propria collezione di mostriciattoli. La quantità numerica e la rarità di questi ultimi determinano inoltre il punteggio totale del giocatore sotto forma dell’altezza raggiunta da un’enorme pianta: più questa cresce, più si ottengono ricompense.

È un sistema apparentemente e inutilmente complesso quello delle Incrediball, fatto apposta per implementare gli acquisti in-app e snaturare una formula che non meritava un trattamento del genere.

Sindrome di Stendhal

A rendere ancora più farraginosa l’impalcatura è il timer di schiusura delle uova: non è possibile infatti tenerne più di uno in attesa, cosa che inevitabilmente blocca lo scorrimento del gioco proprio perché è necessario aprire tutte le uova raccolte prima di procedere, e i tempi di apertura superano tranquillamente un’ora. Chiaramente il tempo può essere diminuito usando gli Elisir, ottenibili sia in quantità risicata in-game, oppure pagando.

Dobbiamo ammettere però che il gioco si lascia assaporare con molto piacere se si assume in piccole dosi, soprattutto nelle prime battute. La giocabilità è buona, proprio come un tempo, e i livelli sono sufficientemente variegati. Man mano che si prosegue la situazione peggiora, e quando i problemi strutturali iniziano a salire a galla l’interesse verso la produzione inizia inesorabilmente a calare. Ed è un peccato vista l’eccellente qualità stilistica di Rayman Adventures.

Vederlo in movimento è una gioia per gli occhi e per le orecchie, e fatichiamo a trattenere i frequenti episodi di sorrisi di allegria per quanto bello e vario sia il comparto audiovisivo. Sebbene il titolo sia un platform più che discreto nella sua interezza, è lecito chiedersi perché Ubisoft abbia preso questa direzione proprio quest’anno, quando la melanzana ha spento venti candeline.

7.5

Giudizio Finale

Rayman Adventures è schiavo di una struttura rigida che non gli appartiene concettualmente. Il gameplay è stato potenziato, ma il design dei livelli non è all’altezza delle nuove possibilità. Il prodotto rimane comunque esteticamente bellissimo e molto godibile, specie se lo si assapora con una certa saltuarietà, ma l’amaro in bocca è fastidioso, considerando poi l’esemplare qualità dei suoi predecessori.

PRO CONTRO
  • Comparto audiovisivo da applausi
  • Ottimo rapporto qualità/prezzo
  • Divertente e adatto al contesto mobile
  • Evoluzione del gameplay…
  • …purtroppo non sfruttata al meglio
  • Struttura di gioco inutilmente rigida
  • Problemi di bilanciamento nel level design

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