Smettetela di pensare solo ai megapixel e guardate questo video

Giuseppe Tripodi

Non mentite, anche voi avete quell’amico che, parlando della fotocamera del suo smartphone, la esalta (o denigra) con frasi come Ma la mia fotocamera ha millemila megapixel!

Ecco… no. La risposta è no. I megapixel sono importanti ad esempio per quando vogliamo stampare il nostro scatto, ma non hanno molto a che vedere con la qualità delle foto.

Ma allora cosa dobbiamo guardare per capire se lo smartphone che vogliamo acquistare farà belle foto? La verità è che non è possibile se una fotocamera sia migliore di un’altra giudicando solo dai numeri.

Ce lo spiega il buon Marques Brownlee nel video che trovate in fondo, analizzando quali sono gli aspetti più importanti che influiscono sulla qualità delle foto.

Ovviamente una componente fondamentale è il sensore, che trasforma la luce che lo colpisce in impulsi elettrici. Potete immaginarlo come una griglia di pixel, ognuno dei quali assorbe una determinata quantità di luce che viene poi elaborata per essere riprodotta nell’immagine: per questo motivo, più è grande il sensore, maggiore è la quantità di luce che riesce ad assorbire e migliore è la qualità della foto (e la differenza si vede specialmente in condizioni di scarsa luminosità).

Oltre il sensore, è importantissima l’apertura del diaframma: quando scattiamo una foto, il diaframma si apre per fare entrare la luce e, ovviamente, maggiore è la quantità di luce che riesce a far passare, migliore è lo scatto. Per questo motivo, a più ampia apertura del diaframma corrispondono (teoricamente) foto migliori. Ad oggi, diversi smartphone hanno ottime aperture: f/2.0, 2/1.9, addirittura f/1.8 e così via. Tenete presente che si tratta di frazioni e che f è una costante: quindi più è basso il numero dopo la frazione, più è grande l’apertura.

Infine, influisce moltissimo la stabilizzazione: esistono due tipi di stabilizzazione, quella digitale (EIS, Electronic Image Stabilization) e quella hardware (OIS, Optical Image Stabilization). La prima, ovviamente, può essere utile per compensare un po’ di tremolio delle mani ma, in generale, non può fare miracoli; al contrario, lo stabilizzatore ottico è molto più utile in quanto influisce sensibilmente sui video, ma anche sulle immagini scattate in condizioni di scarsa luminosità e, in generale, sulla definizione degli scatti.

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Brownlee ci parla poi del flash, che però non influisce molto sugli scatti (a meno che non sia in qualche configurazione particolare) e, soprattutto, dell’elaborazione dell’immagine, fondamentale per realizzare ottime foto. In questo caso, poi, molto dipende dalle scelte prese a monte dalla casa produttrice: si può operare una maggiore o minore riduzione del rumore, si possono portare i colori verso tonalità più calde o più fredde e così via.

Insomma, quando siete in procinto di acquistare un nuovo smartphone e volete sapere come va la fotocamera, non batate ai megapixel: meglio guardare una recensione di chi l’ha provato, magari con relativi sample fotografici.

Vi lasciamo, quindi, con il video di Marques Brownlee in questione, che spiega tutto quel che abbiamo riassunto in questo articolo.