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Spellstone

Spellstone: ce l’ho, ce l’ho, mi manca (recensione)

Giorgio Palmieri - Amanti dei giochi di carte? Spellstone forse non farà al caso vostro, ma vale la pena scoprire cosa ha da dire. Ecco il nostro provato approfondito.

Non si può certamente affermare che il parco titoli delle piattaforme mobili sia sprovvisto di giochi di carte collezionabili. Una larga fetta di pubblico è impegnata con Hearthstone, il card game di Blizzard, ma dall’altro lato c’è una chiara richiesta di titoli più semplici, più immediati dello stesso genere, da parte di chi, magari, non ha il tempo o la voglia di impratichirsi con un gioco di carte strategicamente profondo. Spellstone è la risposta di Kongregate e Synapse Games il tal senso, e questa è la nostra recensione.

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Schiaffetto digitale

Tagliamo la testa al toro: se siete solo alla ricerca di un gioco di carte basato sulla competitività e sulla meticolosa personalizzazione del grimorio personale, allora fareste bene ad interrompere la lettura adesso. Il perché è presto detto: Spellstone nasce come card game per novizi, o comunque per persone che intendono esperienzare questa tipologia videoludica in maniera totalmente diversa rispetto ad un Yu-Gi-Oh o un Magic: The Gathering qualsiasi.

Spellstone (8)

Possiamo definire Spellstone un gioco di carte uno contro uno, proprio perché sono le singole carte a sfidarsi direttamente. All’inizio del round, ogni giocatore deve solo posizionare sulla plancia una delle tre carte disponibili in mano (per un totale di quindici nel mazzo). Ciascuna carta rappresenta una creatura con punti vita e attacco, e presenta eventuali abilità speciali che si attivano automaticamente durante la battaglia, le quali vertono principalmente su modifiche delle statistiche, sia personali che dell’avversario.

Lo scopo è ovviamente distruggere le carte del nemico per aprire una breccia nelle sue difese, consentendo al giocatore di infiggere danni diretti all’eroe. Senza troppi giri di parole, vi diciamo subito che l’esito delle battaglie è parecchio influenzato dai valori numerici delle carte e davvero poco più.

L’aspetto strategico è dunque ridotto all’osso e si basa quasi esclusivamente su quale carta posizionare per prima, anche perché ogni creatura ha bisogno di un determinato numero di turni per essere attivata dopo essere stata posizionata sul campo di gioco, cosa che la rende scoperta ad eventuali attacchi. Il deck-building però non è del tutto sacrificato, e permette comunque di creare una certa mole di sinergie grazie ai diversi tipi di creature, che spaziano da animali antropomorfi a figure angeliche, tutte realizzate con splendide illustrazioni.

Veloce e furioso

Le battaglie durano una manciata di secondi, in special modo quando si acquisisce la funzionalità che aumenta la velocità delle animazioni. Successivamente viene anche sbloccata la modalità automatica, la quale consente di far giocare le partite ad un’intelligenza artificiale non particolarmente brillante.

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Ciascuna battaglia completata dona esperienza e oro: quest’ultimo può essere speso nel negozio per comprare una singola carta casuale. Malgrado la lentezza iniziale, l’acquisizione diventa via via sempre più veloce.

Sebbene non possa in alcun modo rivaleggiare con i nomi più altisonanti del genere in termini di divertimento e immedesimazione, Spellstone cerca di assuefare il giocatore tramite un flusso di ricompense sempre costante: eventi che donano nuove carte, missioni a tempo, la modalità “taglie” dove è possibile sfidare i mazzi degli altri giocatori, insomma, di roba da fare ce n’è, peccato che le sessioni si esauriscano nel giro di qualche minuto sia per la velocità del gioco in sé, che per i vari sistemi di energia presenti, costruiti ad-hoc per costringervi a ritornare più e più volte durante la giornata.

Ci sembra quantomeno banale sottolineare che il modello di monetizzazione scelto da Kongregate per Spellstone sia quello free-to-play. I costi degli in-app purchase, a parte qualche pacchetto effettivamente conveniente a lungo termine, sono molto elevati.

7.0

Giudizio Finale

Nell’ottica in cui è stato studiato, Spellstone risulta essere un valido compagno di viaggio più che un gioco di carte vero e proprio. La sua semplicità è infatti un’arma a doppio taglio: se da un lato i novizi si troveranno a loro agio, dall’altro il desiderio di qualcosa di più complesso, dopo un paio di giorni, si farà sempre più insistente. Vale comunque la pena dargli una chance.

PRO CONTRO
  • Ottimo per avvicinarsi al genere
  • Veloce, immediato, ma non astratto
  • Splendida realizzazione delle carte
  • Strategia ridotta all’osso
  • A lungo andare troppo semplicistico, anche per i palati meno esigenti
  • Sistema ad energia piuttosto invasivo

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  • Cusy

    Per chi cerca qualcosa di meglio, lato MTG c’è l’ottimo porting di Forge, un motore open source che implementa il ~95% delle carte TOTALI di Magic (quasi tutto salvo quelle carte con meccaniche assai strane che le rendono difficilmente riproducibili) con tanto di IA. Ci gioco in pausa pranzo al lavoro, per essere ancora in Alpha è un piccolo capolavoro.

  • Martino Fontana

    A me mi ha annoiato durante il tutorial. Disinstallato senza nemmeno finirlo, proprio per la mancanza della strategia.