Ricaricare lo smartphone di notte fa male alla batteria?

Nicola Ligas -

Ci sono tanti miti e luoghi comuni legati al mondo degli smartphone e della tecnologia in generale. Poco tempo fa ci siamo occupati del salvifico riso, una tecnica ormai in voga da anni nei casi di accidentale immersione in acqua di telefoni e affini; oggi vediamo invece un altro mito dei nostri tempi: ricaricare lo smartphone di notte può fare male alla batteria?

In rete troverete varie risposte a questa domanda, tutte con spiegazioni all’apparenza molto scientifiche, per giustificare una o l’altra tesi. Le cose non sono in realtà del tutto bianche o nere, tanto più che le batterie di adesso non sono realizzate esattamente nello stesso modo di quelle di 10 anni fa, ma se stiamo parlando di smartphone attualmente in commercio, ci sentiamo di avvalorare quanto segue.

In breve, la maggior parte dei dispositivi che usino batterie agli ioni o ai polimeri di litio (e non le più vecchie al nichel-cadmio) incorpora anche un circuito che disabilita l’alimentazione alla batteria quanto la carica è al massimo. A quel punto, in pratica, lo smartphone è alimentato bypassando la batteria, che quindi non si scarica per questa ragione. Non possiamo avere la certezza assoluta che sia così per qualsiasi modello, ma se avete un iPhone, un Galaxy, o qualsiasi moderno e noto smartphone, da questo punto di vista potete dormire sonni tranquilli. Letteralmente.

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Un altro piccolo mito da sfatare è poi quello relativo ai cicli di carica e scarica. Da una parte è vero che le batterie al litio solitamente hanno un’indicazione sul numero di cicli di ricarica che possono subire prima di esibire un notevole degrado in termini di durata, ma questi cicli si riferiscono ad una carica completa. In parole povere, ricaricando lo smartphone dal 90 al 100% avrete effettuato solo un decimo di ciclo; ovvero non è vero che portare la ricarica al massimo limita la durata nel tempo della batteria.

Scaricando del tutto la batteria fino allo spegnimento, e ricaricandola poi al 100%, avrete invece effettuato un ciclo intero. Questa pratica viene spesso chiamata “calibrazione della batteria“, ma l’unico effetto che ha è praticamente quello di avervi fatto consumare inutilmente un ciclo di carica, e niente più.

Lo stesso discorso lo si potrebbe applicare anche ai portatili ad esempio. Tenerli sempre attaccati alla corrente non è vero che li rovina: semplicemente starete in pratica bypassando la batteria stessa, senza consumare quindi alcun ciclo di ricarica. In questo caso è però vero che è raccomandato non usarli sempre e solo a corrente, tanto che nell’arco di un mese sarebbe bene che il notebook facesse in tutto un ciclo di carica (anche sommando più “scariche parziali”), giusto per mantenere in esercizio la batteria, che altrimenti sarebbe in pratica inutilizzata.