Il riso non salva lo smartphone bagnato, facciamocene una ragione!

Nicola Ligas - Mettere un telefono bagnato ad asciugare nel riso serve a qualcosa?

A chiunque sia capitato di bagnare accidentalmente il proprio smartphone, o altro dispositivo affine, sarà capitato di sentir dire che una notte a riposo in una ciotola di riso poteva fare miracoli. E se anche non lo aveste mai sentito, una semplice ricerca su Google sarà sufficiente a farvi capire quanto popolare sia questo consiglio, che purtroppo, però, è solo l’ennesimo luogo comune.

L’origine di questa tecnica, che si basa sul fatto che il riso assorba l’umidità, un po’ come fa nelle saliere per evitare che il sale si addensi, risale in realtà a ben prima dell’avvento degli smartphone, ed in un certo senso potrebbe anche avere una sua logica. Nelle confezioni di molti dispositivi elettronici (e non solo) è presente, ad esempio, del gel di silice, un composto dotato di capacità assorbenti, quindi si potrebbe pensare che la cosa sia valida anche per gli smartphone.

Il problema maggiore è che non esiste una vera controprova al metodo del riso: molti lo usano, il telefono magari si salva, e pensano sia merito suo, ma non c’è modo di stabilire se le cose sarebbero andare in maniera diversa senza il suo impiego. Nel 2014 il sito Gazelle.com ha cercato però di fare un test, ottenendo scarsi risultati. Secondo la sua analisi il riso non ha effetto nell’assorbire l’umidità, mentre potrebbero farcela di più la sabbia delle lettiere dei gatti, il cuscus e l’avena. Un’indagine indipendente, commissionata da TekDry, un’azienda che si occupa del recupero di telefoni bagnati, ha concluso che è meglio lasciare lo smartphone all’aria, anziché chiuderlo in una scatola di riso (anche se si potrebbe obiettare che sia uno studio volto a spalleggiare TekDry stessa).

Il punto è che la cosa da non fare dopo aver bagnato il proprio smartphone, è accenderlo. Per questo motivo il tenerlo al chiuso in una scatola aiuta, anche solo ad evitare la tentazione di provarlo. La soluzione migliore è lasciare spento il telefono, in un posto ben aerato, per un giorno o più (dipende da quanto si è bagnato), in modo che l’acqua all’interno evapori naturalmente. Il riso non ha proprietà taumaturgiche: se un cortocircuito è già avvenuto non sarà certo lui a salvarvi, ed in generale è meglio l’aerazione che la chiusura in un barattolo. E soprattutto non abbiate fretta di accenderlo. E incrociate le dita, perché la fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede sempre benissimo.

Via: ilPostFonte: The Verge