Il governo cinese ha bloccato Telegram

Giuseppe Tripodi -

Come probabilmente saprete, in Cina la situazione di Internet non è esattamente rosea: un firewall nazionale blocca infatti moltissimi dei servizi che utilizziamo in occidente, impedendo ad esempio l’accesso a tutti i servizi Google e molti altri.

A tal proposito, diverse fonti riportano che il governo abbia bloccato anche Telegram, noto servizio di messaggistica che non ha bisogno di ulteriori presentazioni.

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A quanto pare, infatti, Telegram ha comunicato direttamente ai suoi utenti che il servizio sembra non funzionare in Cina: il blocco è avvenuto dopo l’attacco DDoS del 10-12 luglio, che aveva creato disservizi in tutto il mondo ma in particolare nella zona dell’Asia Pacifica. L’attacco era stato attribuito a competitor sudcoreani (leggasi LINE), ma questo blocco cinese potrebbe destare nuove sospetti.

Di seguito il messaggio inviato da Telegram agli utenti cinesi.

Dear XYZ,
You may have noticed some service interruptions between July, 10–12. This was due to a sophisticated DDoS on Telegram’s Asia Pacific cluster. You can read more about it in this post:
https://telegram.org/blog/ddos

We were able to quickly restore ordinary service for all users, except mainland China. Unfortunately, it seems that the Chinese government is now at least partially blocking Telegram after labelling it as an “anti-government” tool used by human rights advocates for encrypted communication (the block coincided with the DDoS).

For the rest of Asia Pacific, Telegram messages are back on track since July, 13. Sorry for any incovenience caused by the DDoS. Please contact Telegram support if you have any lingering issues (Settings — Ask a question).

A tal proposito, un articolo di HongKongFP del 13 luglio conferma che Telegram è stato bloccato dal governo cinese e risulta ancora non raggiungibile, come potete vedere da voi controllando lo stato di Telegram Web su BlockedInChina.net.

Telegram bloccato in Cina

Sembra che le ragioni dietro il ban da parte del governo cinese siano da ricercare nell’utilizzo di Telegram da parte di un gruppo di avvocati in difesa dei diritti umani.

In particolare, il legale Zhai Yanmin, avrebbe “confessato” in diretta sulla TV nazionale cinese che diversi attivisti utilizzassero Telegram (e in particolare le sue chat segrete, che permettono di auto-distruggere i messaggi) per organizzarsi senza lasciare prove.

Il tutto è da analizzare in un contesto in cui il governo cinese sta facendo forti pressioni sugli avvocati attivi nell’ambito dei diritti umani: molte fonti riportano che diverse decine di legali sarebbero stati “fatti sparire” in una delle più grandi operazioni di controllo che si ricordino.

In sostanza non possiamo dirvi se e quando il servizio verrà ripristinato, né tanto meno quali siano le effettive ragioni dietro il blocco: fatto sta che Telegram è attualmente inutilizzabile in Cina e il ban potrebbe essere effettivamente legato alle possibilità offerte dal servizio di comunicare senza lasciare troppe tracce.

Grazie a Matteo per la segnalazione