iOS 9

App e giochi su iOS 9 occuperanno meno spazio

Lorenzo Delli

Una delle novità presentate da Apple in occasione della WWDC riguarda molto da vicino il mondo delle applicazioni, il perno su cui si basano i dispositivi mobili come quelli prodotti da Cupertino.

A quanto pare, grazie ad una serie di nuovi meccanismi che andremo ad illustrarvi, le app e i giochi occuperanno meno spazio su iOS 9, e questo pensate andrà anche ad influire sullo spazio occupato dall’OTA stesso di iOS 9 che peserà 1.3 GB contro i 4/5 occupati da iOS 8.

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Il primo meccanismo che andiamo ad illustrare è denominato App Slicing, e fra i tre è sicuramente il più significativo. Ogni applicativo scaricato dall’App Store contiene una serie di dati utili a farla funzionare correttamente su più dispositivi. Per fare un esempio: un’app universale compatibile quindi con iPhone 6 o con iPhone 4S può appunto funzionare su dispositivi a 64-bit e a 32-bit; altrimenti potremmo considerare l’iPhone 5C che non supporta le API Metal e un iPad Air 2. App Slice farà sì che l’applicativo sia dotato dei file necessari al corretto funzionamento su quel determinato dispositivo non scaricando (e quindi non occupando memoria) i dati necessari al funzionamento su altri terminali.

Importante sottolineare come una tale feature non richieda un gran lavoro da parte degli sviluppatori (qui la documentazione se volete informarvi). Sarà infatti possibile caricare sull’App Store una classica versione del prodotto, e sarà lo stesso App Store a compilare e a “consegnare” all’utente la versione corretta dell’app grazie al terzo meccanismo che vedremo a breve.

Il secondo meccanismo è denominato On-Demand Resources (ODRs) e, in questo caso, lo sforzo dello sviluppatore deve essere maggiore. Apple in questo caso fa l’esempio di un gioco a livelli: l’utente ad esempio riesce a superare una serie di livelli per affrontarne un’altra, a quel punto il sistema può scaricare i dati necessari alla nuova selezione e cancellare quelli vecchi. Lo stesso discorso si potrebbe applicare ai tutorial o ai contenuti aggiuntivi disponibili via in-app. Lo sviluppatore dovrà quindi assegnare dei tag specifici alle varie porzioni di codice in modo che il sistema capisca quando può sfruttare certi pezzi o scartarne di altri.

Terzo ed ultimo meccanismo è denominato Bitcode e funziona in concomitanza con l’App Slicing: lo sviluppatore non dovrà più proporre applicazioni con binari pre-compilati, ma una “rappresentazione intermedia” che verrà compilata on demand.

Fonte: Ars Technica
  • Matteo Bottin

    Beh, devo dire che sono idee interessanti! Ho meno fiducia per il secondo metodo, ma gli altri dovrebbero promettere bene!