9.5

CHAOS RINGS III: Square Enix rivoluziona il concetto di gioco mobile (recensione)

Lorenzo Delli -

Chaos Rings III, a dispetto di quanto suggerisca il nome, è il quarto capitolo della saga Chaos Rings di Square Enix, una serie di videogiochi collocabili nel genere dei JRPG ideata esclusivamente per dispositivi mobili. Chaos Rings III è stato però il primo della saga a sbarcare anche su PS Vita, in una edizione che comprende tutti e quattro i giochi facenti parte della serie.

Proprio il fatto che Square Enix abbia optato per realizzare una versione anche per una console portatile quale quella di Sony dovrebbe lasciarvi intuire che Chaos Rings III è una produzione talmente vasta che difficilmente potreste trovare un suo equivalente nel panorama dei videogiochi dedicati a smartphone e tablet.

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Non sappiamo se la celebre software house nipponica mirasse proprio a questo, ma è innegabile come Chaos Rings III, grazie ai tanti elementi di gioco che lo compongono, cerchi di rivoluzionare il concetto di gioco mobile. Siamo ultimamente abituati a produzioni free-to-play con poca trama, con meccaniche spesso ripetitive, acquisti in-app, pubblicità e quant’altro. Per trovare giochi degni di nota bisogna aspettare produzioni indipendenti quali Implosion, Monument Valley o Forgotten Memories o spostare la nostra attenzione sui vari porting di vecchie glorie spesso riadattati e proposti su Android e iOS.

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Impossibile non notare il classico stile manga/anime che permea Chaos Rings III

Square Enix sforna invece una produzione tripla A che non ha niente a che invidiare con i più blasonati JRPG per Console o PC. Sì, è vero, non si tratta di un prodotto esente da difetti (raro trovare un gioco o un qualsiasi prodotto che non ne abbia), ma è innegabile che Chaos Rings III miri a lasciare decisamente il segno lanciando un messaggio (che purtroppo non verrà colto NdR) alle altre software house: il mobile gaming è vivo e vegeto e ha ancora molto da dire. Bando alle ciance dunque, scopriamo insieme cosa ha in serbo per noi il “nuovo” JRPG di Square Enix! E se non avete voglia di leggere, date direttamente un’occhiata alla nostra video recensione al termine dell’articolo!

Prima uno sguardo ai “difetti”…

Prima di elencarne i pregi vorremmo fare un rapido elenco di quelli che sono i “difettidel gioco: Chaos Rings III è una delle produzioni mobili più importanti di quest’anno (anche se in Giappone è uscito nel 2014), ma è di fatto inutile proseguire oltre se non siete disposti a scendere ad alcuni compromessi. Il primo scoglio da superare è il prezzo: sono richiesti ben 19,99€ per avere la possibilità di scaricarlo sui propri dispositivi, una cifra sicuramente più alta di quella a cui siamo abituati per quanto riguarda il panorama videoludico mobile. Il gioco inoltre occupa in totale più di 3 GB, anche se è suddiviso in moduli che possono essere cancellati dalla memoria una volta conclusi, ed è localizzato nella sola lingua inglese.

Se non avete una conoscenza almeno discreta della lingua d’oltre manica vi consigliamo sin da subito di rivolgere la vostra attenzione altrove: la trama e i dialoghi sono parte integrante dell’esperienza di gioco e non comprendere appieno tutti i contenuti non vi permetterebbe di godere dell’offerta videoludica proposta. Piccola nota per gli utenti Android: non c’è bisogno di spaventarsi se la scheda del gioco sul Play Store è in giapponese. Square Enix si è limitata ad aggiornare la versione giapponese di Chaos Rings III introducendo la traduzione inglese, lasciando però inalterata la scheda.

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Daisuke, Leary e Nasca, i protagonisti di Chaos Rings III.

Ultima caratteristica, che non è certo un difetto ma che potrebbe frenare alcuni utenti dall’acquisto: Chaos Rings III è un gioco giapponese, è completamente doppiato in giapponese (i dialoghi trascritti sono ovviamente in inglese), sfrutta un modello di gioco a turni tipico di questo genere di titoli ed è caratterizzato da uno stile manga/anime inconfondibile. Lo scoglio forse più difficile da superare è sicuramente quello del prezzo: 20€ per un titolo dedicato a smartphone e tablet sono davvero tanti, ma Chaos Rings III, a nostro avviso, offre un’esperienza di gioco inedita alla pari di un qualsiasi capitolo di Final Fantasy o di giochi di ruolo giapponesi quali Persona 4, Freedom Wars o Phantasy Star.

Una produzione tripla A

Un breve accenno alla trama: Chaos Rings III è ambientato a Neo Pascal, una stazione spaziale che orbita intorno a Marble Blue, un pianeta sulla falsa riga della Terra. A Neo Pascal i cittadini più coraggiosi diventano esploratori, avventurieri che si teletrasportano su Marble Blue alla ricerca di tesori e dei così detti Gift, oggetti capaci di donare incredibili, e spesso devastanti, poteri. Tra questi doni si nascondono anche i geni, anime di antichi eroi di Marble Blue il cui potere può essere sfruttato dagli esploratori per scatenare attacchi di vario genere.

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Neo Pascal è un’enorme stazione spaziale in orbita intorno a Marble Blue, il misterioso pianeta teatro degli eventi di Chaos Rings III

Il sistema dei geni è un perno fondamentale di Chaos Rings III: assumeranno il ruolo di carte collezionabili, caratterizzate da un grado di rarità e da una serie di abilità che saranno trasferite ai nostri personaggi. Dovremo cercare di collezionarne il più possibile, sia per salire di livello (ogni gene scoperto ci permetterà infatti di guadagnare un livello), sia per poterne sfruttare le abilità in battaglia. Potremo inoltre fonderli con un sistema che ricorda quello visto in Persona 4 ad esempio, per generarne di nuovi e più potenti. Durante le battaglie sarà inoltre possibile passare da un gene all’altro in modo da diversificare il nostro parco abilità e adattarci all’avversario che ci troviamo di fronte.

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In particolare noi ci caleremo nei panni del giovane Nasca, orfano di genitori esploratori. Nasca a sua volta vuole diventare esploratore e ha un chiaro obiettivo in mente: scoprire l’accesso al Paradiso, un luogo leggendario nascosto su Marble Blue a cui anche i suoi genitori davano la caccia. Nel suo percorso per diventare esploratore incontrerà Leary e Daisuke, due ragazzi con obietti diversi che presto si uniranno a Nasca alla ricerca del paradiso.

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Uno dei rari momenti del gioco in cui non controlliamo il protagonista

La trama, come già accennato, è uno dei punti di forza di questa produzione: l’inizio è forse un po’ lento ma proseguendo nelle tantissime ore di gioco che vi aspettano conoscerete nuovi e carismatici personaggi, alcuni dei quali si uniranno al vostro gruppo, sarete accolti da colpi di scena inaspettati, da situazioni emozionanti e, perché no, commoventi. La longevità è a dir poco incredibile: il gioco è suddiviso in tre capitoli, ciascuno dei quali richiede anche più di 10 ore per essere sviscerato completamente, e come se non bastasse troverete anche una seconda modalità di gioco definita “Battle Mode” che potrete sfruttare per accumulare credito ed esperienza. I giocatori più incalliti troveranno centinaia di side quest ad attenderli e collezionare tutti i geni richiede uno sforzo piuttosto notevole. Gli sviluppatori assicurano che la durata complessiva del gioco si attesta sulle 50 ore.

Il tutto è confezionato con un motore grafico tridimensionale colorato e particolarmente curato per quanto riguarda certi aspetti, come i modelli dei principali personaggi del gioco e degli avversari, e da una colonna sonora d’autore come solo nei giochi di ruolo Square Enix (e in pochi altri) si può trovare. Per quanto riguarda il comparto grafico, sarete inizialmente accolti da una grafica piuttosto scalettata, ma nelle impostazioni è possibile regolare la risoluzione in modo da adattarla al dispositivo su cui state giocando.

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Leary è la colonna portante del gruppo, grazie anche alle abilità di cura di cui è dotato il suo gene di partenza

Anche il sistema di controllo è impeccabile: singolo pad virtuale per esplorare le ambientazioni urbane, doppio pad per esplorare i dungeon. I combattimenti saranno organizzati a turni e sfrutteranno un’interfaccia a tap ideata proprio per i display touch dei nostri dispositivi. È inoltre possibile giocarci tranquillamente senza aver affrontato i precedenti capitoli della serie. Proprio a confronto con gli altri, Chaos Rings III dimostra sin da subito più spessore e una trama incredibilmente più complicata e coinvolgente.

9.5

Giudizio finale

Acquistare Chaos Rings III equivale praticamente ad accaparrarsi un JRPG per PC o Console: non avrà il comparto grafico di Final Fantasy XIII, ma la trama, la longevità e il gameplay che lo caratterizzano sono a livelli altissimi, specialmente a confronto con i classici videogiochi che è possibile acquistare sul Play Store o sull’App Store.

Con 20€ vi porterete a casa un titolo che vi accompagnerà per tantissime ore, caratterizzato anche da una buona dose di rigiocabilità grazie agli eventi giornalieri che caratterizzano la seconda modalità di gioco, e in grado, perché no, di emozionarvi e di lasciare una traccia indelebile nella vostra “carriera di videogiocatore“. Consigliato? No, consigliatissimo, a meno che i difetti elencati inizialmente non costituiscano per voi un ostacolo invalicabile.

PRO CONTRO
  • Longevità incredibile
  • Trama coinvolgente
  • Comparti grafico e sonoro encomiabili
  • Niente acquisti in-app
  • Doppia modalità di gioco
  • È di fatto una produzione tripla A
  • Prezzo salato
  • Solo in inglese

Video recensione

La video recensione è stata realizzata sfruttando una copia di Chaos Rings III per iOS gentilmente concessa da Square Enix. Il dispositivo utilizzato è un Apple iPad Mini di terza generazione.

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