Mercato Mobile Gaming2

Il mobile gaming regna sul mercato dei videogiochi (che è in forte crescita)

Lorenzo Delli

Il mercato dei videogiochi è in pieno boom economico: questo quanto si evince dal recente rapporto stilato da SuperData Research, società fondata da ricercatori dell’industria dei videogiochi che si occupa di fornire proiezioni e dati rilevanti del settore.

Negli ultimi anni tale mercato è riuscito a triplicare i guadagni, in buona parte grazie anche alle innovazioni tecnologiche e alla loro diffusione: se da una parte internet è uno dei grandi protagonisti, anche grazie al mercato degli MMO e dei DLC, dall’altra troviamo, a fare la voce grossa (anzi, grossissima!), il mercato del mobile gaming.

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Dal rapporto di SuperData Research si specifica sin da subito come l’ago della bilancia si sia spostato sulla vendita di beni digitali più che sui formati fisici, e come sia i produttori sia i venditori stiano ovviamente aggiustando le loro strategie di vendita per adattarsi a tale cambiamento. Un altro dei punti focali che giustificano la crescita del mercato dei videogiochi sarebbe da ricercarsi anche nel fatto che proprio i videogiochi stanno diventando per certi versi “mainstream“: l’audience, e il comportamento stesso dell’audience, è cambiato radicalmente. Il videogiocatore non si limita più al solo “consumo“, ma diventa parte integrante del settore, grazie a fenomeni quali il cosplay, il gaming competitivo (i così detti eSport), il modding o lo streaming.

Protagonista indiscusso sarebbe però il settore del mobile gaming, con un mercato che supera i 22 miliardi di dollari. Tali numeri spiegano nuovamente il perché della rinnovata attenzione di certe software house nei confronti dei giochi dedicati a smartphone e tablet, quali Nintendo, che ha di recente stretto un accordo con DeNA per la produzione e la pubblicazione dei primi giochi a marchio Nintendo sugli store dedicati ai dispositivi mobili (il primo gioco è previsto entro la fine di quest’anno); Square Enix, che ha dichiarato di voler concentrarsi maggiormente sui giochi per dispositivi mobili; Konami, che di recente ha riconosciuto l’importanza del mobile gaming dichiarando l’intenzione di volersi indirizzare ulteriormente verso questo mercato e SEGA, che ha dichiarato di avere in cantiere oltre 40 giochi free-to-play.

Tali dati confermerebbero inoltre in buona parte il  recente resoconto redatto da Grand View Research (GVR), secondo il quale entro il 2022 buona parte dei gamer più incalliti preferiranno smartphone e tablet per le loro sessioni di gioco. Quest’anno poi anche una manifestazione di importanza internazionale quale il Tokyo Game Show ha dato risalto al mobile gaming ponendo un riferimento piuttosto esplicito sulla locandina dell’evento. Se volete dare un’occhiata al report completo di SuperData Resarch potete scaricarlo gratuitamente seguendo il link alla fonte.

Via: TouchArcadeFonte: SuperData Research
  • Asen Georgiev

    Ragazzi, non mi sembrerebbe molto veritiero ciò che si dice qui. Il mercato gaming delle alle console è enorme, del PC è ancora più grande e sta aumentando da giorno a giorno. Ma secondo voi, un telefono da 700€ vale quanto un PC per 700€? L’esperienza gioco è assai più diversa. Ho uno ZenFone 2, mi permette di giocare a quasi tutto ciò che c’è su Android, ma ho anche un PC con una gtx 970, spenderei 100€ su giochi per il PC che per il telefono. I giochi mobili non ne valgono la pena, non possono fare la stessa sensazione di un gioco progettato davvero per giocarci sul serio.

    • Il fatto è che il numero di console vendute si calcola in decine di milioni, e il numero di smartphone…in miliardi. Non si parla di esperienza di gioco e della “sensazione” che possano trasmettere, ma del fatto che la diffusione dei dispositivi mobili sta favorendo le vendite di giochi e acquisti in-app.

      Comunque se dai un’occhiata alla fonte, è un report di una società piuttosto seria, prima di dire che non è molto veritiero bisognerebbe dare un’occhiata al documento per intero, non credi? 🙂

  • Nicolò Semprini

    Mobile is playing, not gaming.