Radiation Island

Radiation Island rimarrà esclusiva iOS perché “gli utenti Android non comprano giochi”

Lorenzo Delli

Se avete un minimo di dimestichezza con il mondo videoludico legato al panorama mobile, saprete che una discreta fetta di giochi, la maggior parte di essi a pagamento, vengono pubblicati esclusivamente sull’App Store di Apple, ed il loro destino è quello di non fare mai il loro debutto sulla piattaforma avversaria di Google, Android.

Se da una parte l’utente Android è spinto a pensare che talvolta la motivazione di queste esclusive sia legata alle “manovre di Apple” per mantenere l’esclusività di certi prodotti sulle proprie piattaforme (manovre in passato confermate persino da EA), la vera motivazione sarebbe in realtà da cercarsi altrove.

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Atypical Games, software house responsabile di giochi quali Sky Gamblers Storm Raiders, di altri giochi sempre della serie Sky Gamblers pubblicati da Bandai Namco, alcuni non sul Play Store, e appunto di Radiation Island, punta infatti il dito sugli utenti Android.

Da quanto affermato dal CEO della software house, Andrei Lopata, il lancio di un gioco appunto come Sky Gamblers Storm Raiders sul Play Store è stato piuttosto deludente: nonostante sia riuscito a comparire nella top ten dei giochi a pagamento, Sky Gamblers è riuscito a collezionare poco più di 50.000 download, e vi assicuriamo che si tratta di una produzione di una certa qualità.

For the moment, it’s quite clear that Android users don’t pay for premium content. Google is also not pushing premium content either.

Per il momento risulta abbastanza chiaro che gli utenti Android non sono disposti a pagare contenuti premium. Google inoltre non fa niente per sponsorizzare tali contenuti.

Andrei Lopata, CEO Atypical Games

Il CEO punta il dito anche su Google, che a detta sua non fa molto per mettere in evidenza tali contenuti. Effettivamente, se siete possessori di dispositivi iOS o se avete mai dato un’occhiata all’App Store, giochi e app a pagamento vengono settimanalmente messi in evidenza, e i più meritevoli hanno intere sezioni dedicate e personalizzate, cosa che non succede sul Play Store.

Non è inoltre la prima volta che una software house parla dei dati di vendita delle due piattaforme evidenziando come i giochi, su iOS, riescano a vendere di più. È il caso ad esempio di Monument Valley, il cui ultimo capitolo rimane esclusivo della piattaforma di Apple e il cui tasso di pirateria è estremamente alto proprio su Android.

È purtroppo da ricercarsi in tali motivazioni (vendite scarse, pirateria) l’incredibile aumento di giochi free-to-play a discapito di quelli a pagamento: software house, indipendenti o no, mirano a trarre profitti da entrambe le piattaforme e l’unica alternativa a quanto pare è proprio quella di proporre giochi free-to-play con acquisti in-app.

Fonte: TouchArcade