Microsoft accetta i Bitcoin

Una startup vuole creare Bitcoin coi nostri smartphone

Giuseppe Tripodi

Probabilmente avrete già sentito parlare di bitcoin, la moneta elettronica creata nel 2009 che rappresenta la prima implementazione del concetto di criptovaluta. Il processo per generare bitcoin è detto mining e si basa sulla condivisione della potenza di calcolo per compiere determinate operazioni necessarie al mantenimento e alla sicurezza della rete stessa.

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Una nuova startup chiamata 21 (come il numero di milioni  di bitcoin massimi che possono essere generati) vuole cambiare le carte in tavola e lanciare un chip per smartphone chiamato BitShare, dedicato unicamente al mining. In seguito, i produttori potranno integrare questo chip nei loro SoC, al fine di realizzare dispositivi che sono in grado di generare frazioni di bitcoin. Inutile specificare che, se ad implementare questa tecnologia sarà un enorme numero di smartphone, si riuscirebbe ad ottenere più velocemente un buon numero di bitcoin.

Ma quale sarebbe il beneficio per gli utenti? Tra le proposte suggerite da 21, si potrebbe utilizzare una parte delle frazioni di bitcoin generate come pagamento per i servizi che utilizziamo; inoltre, includere il suo chip potrebbe portare guadagni ai produttori di SoC che, quindi, potrebbero abbassare il prezzo di vendita e di conseguenza ridurre il costo totale dello smartphone.

21 ha già raccolto 100 milioni di dollari (in valuta reale, non in bitcoin) per realizzare BitShare: non è da escludere, quindi, che in futuro mentre voi starete scorrendo la bacheca di Facebook, il vostro smartphone sputerà fuori un po’ di bitcoin.

Via: Android PoliceFonte: WSJ