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Does not Commute

Does not Commute: corse spericolate, strategia e…paradossi temporali! (recensione)

Lorenzo Delli Does not Commute è un gioco di guida strategico che coinvolge uno strano sistema a base di paradossi temporali. Sì, avete letto bene!

Inutile girarci troppo intorno: Does not Commute è un gioco geniale. Non si tratterà del titolo dell’anno, anzi, con tutta probabilità lo giocherete solo sul trono (non quello di spade) o in coda alle poste con in tasca un bigliettino recante la lettera P (dove P sta per “Povero te aspetterai una vitaNdR).

Ma proprio in quei momenti riuscirete ad estraniarvi completamente, magari nel tentativo di risparmiare quel preziosissimo secondo che potrebbe tornarci utile poco più in là, magari cercando di ricordarvi quale percorso avete percorso con le precedenti vetture, o magari ridendo tra voi per il caos che avete creato intrecciando i vari percorsi. Ma procediamo per gradi e vediamo cosa ha da offrirci Does not Commute.

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Does not Commute viene definito dalla software house Mediocre, che forse conoscerete per Smash Hit, come un gioco di guida strategico. Sostanzialmente avremo a che fare con una serie di livelli rappresentati quartieri urbani dove dovremo far percorrere brevi tragitti ad una serie di vetture. Il punto focale però risiede nel fattore “paradosso temporale“: ogni qualvolta prenderete possesso di una nuova vettura per percorrere uno dei tragitti, avrete a che fare con le vetture (e i tragitti percorsi) che avete controllato precedentemente. Sembra facile, no?

Assolutamente no, considerato che avrete su schermo più di 10 vetture che si muoveranno all’unisono con il solo scopo di raggiungere la loro destinazione. E il bello è che le avete obbligate voi a seguire quel percorso! Rispettare il codice della strada non vi sarà d’aiuto: difficilmente resisterete alla tentazione di guidare in modo sgangherato sfruttando scorciatoie, rampe e quant’altro. Il problema è che ve ne pentirete poco dopo. Il tutto inoltre andrà svolto entro un tempo limite. Avrete anche la possibilità di riavvolgere il tempo se il tragitto che avete appena svolto non vi soddisfa (ad esempio se avete danneggiato la macchina e siete estremamente rallentati), pena la perdita di un secondo dal conteggio del tempo limite.

L’acquisto in-app più frainteso della storia

Il download di Does not Commute è gratuito e ci permette in sostanza di goderci tutto il gioco, con l’unica (importante) mancanza della possibilità di utilizzare i checkpoint tra un livello e l’altro. La software house Mediocre, responsabile del gioco, ha inserito un unico acquisto in-app proprio per sbloccare questa funzionalità: un metodo di vendita a nostro avviso piuttosto intelligente, che permette di testare il gioco per intero (o quasi) per saggiarne le potenzialità offrendo la possibilità di acquistarlo in un secondo momento.

Il problema è che la maggior parte dell’utenza ha male interpretato questo acquisto in-app, forse per una traduzione italiana un po’ sfortunata, forse perché quando si ha a che fare con gli acquisti in-app si pensa subito male a prescindere. Una volta pagati i 2,21€ (1,99€ su iOS) necessari a sbloccare la funzionalità, potrete sfruttare i checkpoint ogni qualvolta vorrete. Ciò che invece l’utenza ha capito è che ogni qualvolta si vuole sfruttare i checkpoint è necessario effettuare un pagamento: un sistema talmente nefando che neanche un publisher come EA potrebbe mai sfruttare (forse).

8.5

Giudizio finale

Does not Commute è un passatempo che non possiamo che definire delizioso: non c’è niente fuori posto, le meccaniche funzionano alla perfezione e man mano che si avanza nei livelli, sfruttando o no i checkpoint disponibili tramite acquisto in-app, sarà anche possibile sbloccare un’abilità che ci permetterà di fare pratica nei vari livelli senza sprecare i preziosi secondi a disposizione. Il gioco inoltre scorre fluido sia su iOS che su Android (lo abbiamo testato su Nexus 7 2013, Galaxy Note 4, HTC One M8), e per i dispositivi più attempati sono anche disponibili varie regolazioni grafiche.

La scelta di spendere i soldi richiesti per sfruttare i checkpoint è ovviamente solo vostra: se volete premiare l’originalità di Does not Commute e il lavoro svolto dai ragazzi di Mediocre, o se volete semplicemente scoprire cosa hanno in serbo per voi i livelli successivi, si tratta di una spesa contenuta di cui, con tutta probabilità, non vi pentirete. Se volete farvi un’idea di ciò che vi aspetta date un’occhiata alla nostra video prova!

PRO CONTRO
  • Deliziosamente folle
  • Grafica fluida e dettagliata
  • Gameplay originale
  • Niente più di un passatempo
  • Potrebbe rivelarsi frustrante

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Video prova

La nostra video prova di Does not Commute è stata realizzata su Apple iPad Mini di terza generazione. Abbiamo testato il gioco anche su ASUS Nexus 7 2013, HTC One M8 e Samsung Galaxy Note 4.