Pebble Time Apple Watch

Ad Apple non piace che si parli di altre piattaforme (Aggiornato)

Giuseppe Tripodi -

Sta facendo parecchio discutere la vicenda di uno sviluppatore che ha chiesto aiuto sul forum ufficiale di Pebble poiché l’ultimo aggiornamento della sua applicazione, SeaNav US, è stato rifiutato da App Store per aver citato esplicitamente il supporto a Pebble.

Il software era già presente sullo store da circa 2 anni e, nonostante anche nelle versioni precedenti menzionasse la compatibilità con lo smartwatch concorrente, i developer non avevano mai avuto alcun problema. A quanto pare, a Cupertino hanno adesso deciso di applicare ferreamente la regola 3.1 delle linee guida, che riporta:

3.1 – Apps or metadata that mentions the name of any other mobile platform will be rejected

È ovvio sottolineare che il lancio di Apple Watch non avrà un buon impatto sui software che puntano agli indossabili della concorrenza, anche se non è la prima volta che la società della mela applica il suddetto punto: già in passato, infatti, un’applicazione era stata rimossa perché lo sviluppatore aveva dichiarato di aver vinto un riconoscimento con la versione Android.

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In ogni caso l’app ufficiale di Pebble è sempre presente e il team non ha lamentato alcun problema, ma ovviamente non si può non domandarsi quale sarà il futuro di Android Wear che, come ben sappiamo, potrebbe presto integrare il supporto ad iOS. Sarà davvero difficile farsi conoscere tra i proprietari di iPhone se gli sviluppatori non possono citare esplicitamente il supporto alla piattaforma.

Aggiornamento: Apple ha comunicato che l’applicazione è stata rifiutata per errore e che le politiche nei confronti di Pebble non sono cambiate. Potete leggere i dettagli a proposito della vicenda nell’articolo di seguito:

Via: Android Police
  • Luca

    Questo continua a ricordarmi perché non considero nemmeno di striscio la roba Apple…

    • Stefano Mastrocinque

      Apple chi ?

      • Ingorante

        Eh??

      • zio bezzo

        cosa è apple?

    • Ruben Fasola

      ma le mele sono buone (soprattutto quelle verdi)

      • zio bezzo

        quelle verdi si, quelle bianche morsicate non me piacciono

        • Ruben Fasola

          spoprattutto gia morsicate, sono così morti di fame da mangiarsi le mele prima di darcele… 😀

  • Alessandro Romano

    Talebani

  • MeneS

    E poi fanno causa a Google per concorrenza sleale

  • Okazuma

    Fanno bene.
    È così che si macinano miliardi di fatturato, con strategie di marketing aggressive e regole chiare e non lo dico io ma il mercato ed i fatti

    • Ruben Fasola

      bha, mettiamo caso che noi due fossimo produttori di biro, è come se io, essendo più grosso di te come azienda impedissi ai commercianti di vendere le tue penne, questa è concorrenza sleale…

      • Okazuma

        Non sono d’accordo.
        Se io vendo nel MIO negozio MONOMARCA le BIC e tu vieni e vuoi vendere le tue penne della Pilot, io ti do il permesso ma non puoi metterti a fare pubblicità ad un’altra penna, mi sembra normale e logico

        Che se ne fregano gli utenti Apple che l’applicazione che stanno scaricando è compatibile con pebble?

        Sarebbe concorrenza sleale se questa storia capitasse su uno store esterno come Amazon

        • Ruben Fasola

          Non hai tutti i torti, è una questione complessa, penso che alla fine si risolverà in un nulla.

  • E poi dovete spiegarmi perché l’Europa se la prende con Google per abuso di posizione dominante mentre Apple può permettersi una cosa del genere…

    • a’ndre ‘ci

      per il marketshare leggermente diverso

      • Leggermente diverso? Ma se negli stati uniti apple e google sono alla pari, così come in paesi come uk, australia o giappone…

        • a’ndre ‘ci

          hai scritto “l’europa”

          • ok, ma quello che voglio dire è che Apple è anch’essa un gigante, non stiamo parlando di una piccola dittarella… e che tuttavia si può permettere di rifiutare un’app dallo store solo perché serve a garantire la compatibilità con iphone di un prodotto concorrente, o meglio… con un prodotto che adesso è appena diventato concorrente!
            Ad esempio, in confronto a Apple, Pebble è un’azienda con decisamente meno forza. E se Apple decidesse di non accettare nel suo store le app di Pebble di colpo il Pebble sarebbe inutile con l’iphone, e Pebble verrebbe schiacciata. Non pensi che sarebbe concorrenza sleale?
            Di tutti gli OS mobili, Android è il più aperto, tant’è che è pieno di prodotti cinesi con AOSP e tant’è che i concorrenti di Google come Amazon o Microsoft possono tranquillamente installarci sopra i loro market o promuovere i propri servizi anche sul market di Google.
            Amazon ha preso Android e ne ha derivato un suo OS con un suo market. Microsoft ha fatto un accordo con Samsung per preinstallare le sue app sui telefoni Android.
            E nonostante questo Google viene attaccata ad esempio perché richiede ai partner che vogliono il supporto diretto di Google di installare le Google app, il che mi pare un’inezia di fronte alla totale blindatura che fa Apple, della quale però nessuno si lamenta. Non ti pare che ci sia una disparità di giudizio? La legge non è uguale per tutti? Non mi pare che nessuno abbia mai preteso da Apple che prenistallasse sui suoi telefoni anche i prodotti Microsoft in nome della concorrenza…

          • La legge non è mai stata uguale per tutti ma nonostante questo Apple non potrà mai schiacciare pebble dato che la percentuale (tanto europea quanto mondiale ) é ridicola per poter influenzare il mercato fino a questo punto. E nei paesi dove la mela vende di più non fa eccezione dato che i consumatori scelgono Apple non per mancanza di alternative altrettanto valide dunque in un tribunale varrebbe comunque il discorso che i consumatori porrebbero abbandonare l’ iphone per tenersi il pebble.
            Oltretutto questa storia è iniziata soltanto perché il pebble ha rubato il trade dress dell’ Awatch…

    • Gianrico Gambino

      perché Apple decide questa cosa sulla sua piattaforma di distribuzione e quindi può fare quello che cavolo vuola a casa sua

      • Riccardo Sella

        Oh invece sul suo motore di ricerca la Google non può fare quello che vuole. Seems legit 😀

        • Gianrico Gambino

          Suvvia non diciamo queste cose che sul suo motore di ricerca Google fa ben più di quel che vuole. Altrimenti non ti spieghi il passaggio di dati la costante profilazione degli utenti che invade tremendamente la privacy. Quantomeno Apple si limita a dire non voglio che pubblicizziate i miei concorrenti in casa mia.

          • Ruben Fasola

            è concorrenza sleale, tu azzoppi i concorrentiper promuovere il tuo prodotto, e non è correto (intel rules)

      • Forse è così nella tua fantasia. E’ stato fatto con Microsoft, obbligandola ad esempio a far scegliere all’utente il browser da installare, eppure secondo la tua logica Windows sarebbe un prodotto Microsoft dove Microsoft può fare quello che vuole, giusto?
        E’ così con Google, dove Google è stata oggetto di numerosissime denunce per il posizionamento nel motore di ricerca, i link sponsorizzati, la richiesta ai produttori di preinstallare le Google App, eppure sono prodotti Google del suo ecosistema dove dovrebbe poter fare quello che cavolo vuole.
        Però, magicamente, tutte queste cose per Apple non valgono.

    • Jack O’Malley

      Il motivo è che l’Europa vorrebbe avere accesso ai dati degli utenti che Google già fornisce al governo USA, con un po’ di trattativa troveranno un accordo.

      • Oppure vuole soldi…

        • Jack O’Malley

          No, quelli glie li diamo noi italiani.

  • Gianrico Gambino

    semplicemente quella regola su un prodotto che non esisteva non aveva senso applicarla ho avuto clienti che citavano nella descrizione Android e la cui app è stata rigettata senza tentennamenti. Adesso che l’orologio esiste ovviamente l’applicano.
    Quanto alla talebanità di Apple mi limito a fare notare che al di là di tutte le polemiche un’azienda è libera di decidere le regole da osservare sulla propria piattaforma di distribuzione e se non vuol fare pubblicità alla concorrenza mi pare un qualcosa di assolutamente lecito e per nulla non conforme a leggi e normative. Sono a casa loro fan quel che vogliono.
    PS: non ne risparmio mezza ad Apple ma non facciamo finta che Google sia il paradiso in terra, sanno anche il colore delle mie mutande di domani e non lo so nemmeno io ancora.

    • Ruben Fasola

      ècomunque concorrenza sleale perchè non rendi più completo il tuo prodotto superando la concorrenza, ma lo rendi l’unico utilizzabile.

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    È la fidelizzazione del cliente tramite ignoranza e sospetto. A pple è diventata maestro in questo.

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