Angry Birds in calo, -73% in un anno: la colpa non è dei giochi

Giorgio Palmieri -

Nelle dichiarazioni di qualche giorno fa di Peter Vesterbacka, figura di spicco negli studi finlandesi di Rovio, si evinceva una determinazione senza pari: i piani dell’azienda vedono Angry Birds come marchio leader in Giappone, America e Cina. La realtà dei fatti, però, parla diversamente, in quanto il franchise è in forte calo.

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Nonostante i giochi continuino a macinare soldi e download (si parla di 110,7 milioni di euro di incasso per il 2014), nel corso dell’ultimo anno fiscale, Rovio ha subito un crollo degli introiti relativi al marchio degli uccelli arrabbiati pari al -73%.

I problemi vanno ricercati nei prodotti come giocattoli, magliette, gadget e quant’altro, che sembrano non essere più negli interessi di moltissimi consumatori. Nel 2012, il merchandising prodotto su licenza valeva 76,8 milioni di euro e nel 2013 è sceso a 36,5. Il punto più basso, però, è stato raggiunto nell’anno fiscale del 2014, poiché la cifra ammontava a soli 10 milioni. Rovio può comunque contare sui suoi giochi, ma forse per l’azienda è giunto il momento di rivedere le proprie priorità.

Via: MultiplayerFonte: VG247