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Microsoft: ecco come guadagneremo con i software gratuiti

Giuseppe Tripodi - Microsoft sta vivendo una delle più grandi rivoluzioni nella storia dell'azienda: non si punta più alla vendita di sistemi operativi e software, la risposta è il freemium.

Per chiunque bazzichi nel settore da un po’, è evidente che Microsoft sta radicalmente cambiando le sue strategie di mercato: in passato l’azienda di Redmond è cresciuta vendendo in licenza il suo sistema operativo e i suoi software (Office su tutti), ma le ultime scelte ci fanno presagire una via completamente diversa.

Microsoft adesso offre aggiornamenti gratuiti per Windows 10, Office gratuito per gli OS della concorrenza (iOS e Android) e punta all’acquisizione di app gratuite: come farà, quindi, a guadagnare?

La risposta è il freemium, come spiegato oggi in una conferenza dal direttore del marketing Chris Caposella. La strategia si divide in quattro fasi: acquisire (acquire), coinvolgere (engage), reclutare (enlist) e monetizzare (monetize).

Il primo step (acquire), quindi, è rendere disponibile software gratuito per tutte le piattaforme (ad esempio Office): a questo punto è possibile coinvolgere nuovi utenti, che abbandonino le soluzioni del loro ecosistema (Google Documents, iWork…) per passare ai software Microsoft. Bisogna quindi che gli utenti continuino ad utilizzare le app e che ne avvicinino altri (enlist), al fine di scoprire quale tipologia di user è disposta a pagare le funzioni aggiuntive del servizio e, infine, monetizzare.

Microsoft vs Apple vs Google

Durante la conferenza, inoltre, Caposella ha fatto espliciti riferimenti ai più grandi competitor di Microsoft, ossia Google e Apple. Da loro, infatti, prende spunto per alcune strategie di marketing: dall’azienda della mela hanno tratto ispirazione per quel che riguarda l’integrazione tra hardware e software: il Surface Pro 3, ad esempio, vanta un’ottima integrazione con OneNote, il che ha portato un grande incremento nell’utilizzo di questa applicazione.

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Per ribadire la questione, Caposella ha sottolineato come guardando gli spot in TV di Apple, quel che si vede sono solo iPhone e iPad: non si parla mai di software, eppure si ha la percezione che si stia promuovendo l’intero ecosistema e non il singolo prodotto. Anche Microsoft, adesso, sta effettivamente puntando ad un approccio simile e lo si può notare non solo dal suddetto Surface Pro 3, ma anche dai nuovi spot dei Lumia, che pubblicizzano anche tutti i servizi dell’azienda quali Skype, Office e Cortana.

Cortana1

E a proposito di Cortana, è proprio tramite l’assistente vocale che Microsoft punta a strappare utenti al motore di ricerca di Google: ogni volta che utilizziamo Cortana (che sta per arrivare anche su Android e iOS), utilizziamo anche Bing, anche se non ce ne rendiamo conto. Microsoft sa bene che far cambiare la propria homepage a milioni di persone non è un’impresa facile, ma Cortana sarà sempre più integrata in smartphone, tablet e PC che utilizzano l’OS dell’azienda e in questo modo gli utenti si ritroveranno a tutti gli effetti ad utilizzare Bing per le loro ricerche.

Microsoft, insomma, punta anche su Windows 10 e la creazione di un forte ecosistema per coinvolgere gli utenti ma, al tempo stesso, sa bene che deve tenersi aperta ai sistemi operativi rivali e portare i suoi servizi anche su Android e iOS. Dal canto nostro, non possiamo che fare un plauso a Microsoft, che ha saputo reinventarsi e prendere ispirazione da quel che di buono Apple e Google avevano da offrire: dovremo adesso aspettare i prossimi mesi per scoprire i frutti che questa strategia porterà.

Via: The Verge
  • Luigiantonio Calò

    Era ora… una mentalità fresca e innovativa in una azienda che era considerata un pachiderma, ma forse si è risolta un po’ troppo tardi?