Editoriale: Cosa ne pensiamo del nuovo Macbook 12 e di Apple Watch

Nicola Ligas -

Nella serata di ieri Apple ha presentato le sue due principali novità tanto attese: il nuovo MacBook 12 (che non è né un Air né un Pro, lasciando quasi presagire l’alba di una nuova serie unificata), e l’Apple Watch, il primo smartwatch dell’azienda di Cupertino, ampiamente annunciato, e finalmente realtà.

Vi abbiamo già descritto entrambi i prodotti, quando arriveranno sul nostro mercato, ed anche il prezzo al dettaglio, ma cosa ne pensiamo in realtà? Come nostra consuetudine con gli eventi più grandi o comunque con quelli che più stimolano la discussione qui in redazione, abbiamo realizzato una carrellata di opinioni diverse, da parte di ciascuno di noi.

Apple Watch, fuga ogni dubbio sui vostri gusti

Diciamo la verità l’Apple Watch non porta molto di nuovo nel panorama degli smartwatch, se avete seguito la breve e ancora in corso evoluzione di questo tipo di indossabile, avrete certamente notato che rispetto alle prime versioni le funzioni introdotte sono state piuttosto poche.

L’alternativa di Apple cerca di distinguersi dai sistemi più “aperti” come Android Wear o da quelli proprietari come Pebble puntando più che sul lato software, sulla scelta del design, reso particolare anche dalla Corona Digitale, e dei materiali.

L’impressione è che con questo Watch, più che all’innovazione tecnologica, Apple abbia puntato a creare un nuovo oggetto di cult, non necessariamente utile o insostituibile, ma che rifletta sul polso quello che viene portato in tasca.

Infatti se molti degli altri smartwach, sopratutto gli ultimi modelli, stanno puntando verso una linea che riprenda quella dei normali orologi, Apple ha voluto creare un oggetto che con una rapida occhiata sia facilmente identificabile.

Saranno forse proprio queste le caratteristiche che porteranno al successo Apple Watch? Alcuni analisti stimano in decine di milioni le sue vendite, una cifra decisamente alta, ma potenzialmente plausibile considerando la vasta e solida base di fan che la mela morsicata ha saputo assicurarsi nel corso degli anni.

Cosimo Alfredo Pina

Una porta può bastare, ma non ti invierò mai il mio battito cardiaco

Partiamo dal MacBook. Bello (a patto che tu non lo voglia oro, chiaro). All’interno di questo prodotto c’è tanta di quella innovazione che sembra quasi che per Apple Watch non fosse rimasto quasi più tempo. Apple è l’unica, in questo mercato, che si pone un obiettivo, in questo caso leggerezza e sottigliezza, e fa di tutto per perseguirlo. Abbiamo quindi ottenuto: nuove batterie a strati per utilizzare tutto lo spazio possibile, touchpad migliorato con più livelli di sensibilità e una nuova tastiera più robusta e sottile allo stesso tempo. La porta però è una sola. Forse l’azienda ha osato troppo, ma almeno lo ha fatto utilizzando uno standard, quello dell’USB Type-C. Il fatto che sia ancora presente il jack audio può sembrare poco, ma è già molto. Certo non sarà un computer per tutti, ma la strada intrapresa è questa e gli altri seguiranno. Il fatto che si chiami solo MacBook la dice lunga.

Apple Watch invece al momento non riesce a convincermi. Funzionerà sicuramente benissimo, come tutti i prodotti Apple, ma non ha quel qualcosa in più per renderlo davvero interessante. In tal senso l’unica esclusione (positiva quindi!) è per la possibilità di pagare con Apple Pay al polso. Per il resto vi prego ditemi che quegli steaker orrendi da mandare agli altri amici (con Apple Watch) sono uno scherzo. Invio del battito cardiaco compreso.

Emanuele Cisotti

Il portafoglio non pesa a nessuno

Sono deluso. La fine di un evento imbastito da Apple coincide con una serie di casi scontati, tra i quali si annoverano i commenti indignati degli utenti. Non travisatemi, però: ammetto che io stesso seguo queste occasioni per poi partecipare ad eventuali confronti con amici. Quindi dovete commentare.

E allora, perché sono deluso? Non di certo dai prodotti presentati; in fin dei conti, non mi aspettavo alcunché. Del resto, il mondo Apple al momento non mi tange più di tanto, a parte quella giusta dose di curiosità che alberga in ogni amante della tecnologia.

Quindi, da che cosa scaturisce la mia delusione? Senz’altro dal piattume delle tematiche dei commenti, sia quelle degli utenti, che ancora continuano a rimuginare sul prezzo esagerato dei prodotti Apple, come se fosse una novità, che quelli dei media tradizionali, che seguono la tendenza che affibbia ad Apple il merito di “nuove frontiere della tecnologia” quando i cinesi fanno smartwatch da molto più tempo di loro.

E poi basta con i commenti che dipingono il MacBook come una ossimorica truffa legalizzata, urlando allo scandalo e sottolineando che alla metà del prezzo ci si fa un PC con il triplo delle caratteristiche. Davvero nel 2015 bisogna dirvi perché la gente acquista questo tipo di prodotto?

Caspita ragazzi, diamoci un taglio. Ci sono cose più interessanti su cui discutere. Tipo, non so: come dite? L’Apple Watch? No, dai, quello è brutto e costa quanto una macchina!

Giorgio Palmieri

Due ottimi prodotti che non comprerò

Durante l’evento noto come Spring forward abbiamo finalmente avuto il piacere di conoscere gli attesissimi Apple Watch e MacBook 12. Partirò da quest’ultimo per sottolineare che è esattamente il portatile che avrei sempre voluto (o quasi). Trovo che il MacBook sia esteticamente meraviglioso, il display Retina da 12″ è un ottimo compromesso tra funzionalità e portabilità estrema e, passando buona parte della mia vita a scrivere, sono davvero curioso per la nuova tastiera. Tuttavia, nonostante apprezzi infinitamente la scelta di eliminare ogni connettore proprietario per affidarsi unicamente alla USB Type-C, è proprio la scelta di un unico ingresso di questo tipo che mi frena. Amo il mio Air perché è l’apoteosi della portabilità: l’idea di dover girare con un adattatore anche solo per collegare una chiavetta mi risulta davvero impensabile. D’altronde, chi altri se non Apple avrebbe potuto spingere su questo standard?

Passando ad Apple Watch, nonostante la presentazione non abbia svelato nulla che non fosse già noto, complessivamente ho apprezzato questo smartwatch, che personalmente non mi dispiace del tutto neanche al livello estetico (a differenza della maggior parte del mondo, a quanto pare). Può funzionare l’idea della corona digitale mentre trovo davvero terribile l’idea dei disegnini e il battito cardiaco da inviare agli amici. Il problema fondamentale, tuttavia, è la mia avversione agli smartwatch attuali: nonostante mi piacerebbe l’idea di leggere le notifiche dal polso, continuerò a non comprare un dispositivo indossabile che deve essere ricaricato ogni giorno (per la gioia del mio portafoglio, visto il costo!).

Giuseppe Tripodi

Apple re-inventa il MacBook (e l’orologio?)

Il grande protagonista dello Spring Forward firmato Apple doveva essere il così detto Apple Watch, ma a mio avviso l’attenzione del pubblico e dei media è stata catalizzata dal nuovo MacBook, un prodotto incredibile sia da un punto di vista positivo che negativo. Positivo perché come al solito Apple riesce ad insegnare ai produttori di Laptop come si realizza un prodotto di qualità (leggero, ampia autonomia, materiali di qualità) dotato di un sistema che, se non avete mai provato un Mac, non avete modo di capire quanto possa incrementare la vostra produttività. Positivo anche il fatto che il connettore presente non sia proprietario, ma bensì un USB type-C che si spera diventi presto lo standard. Ed è purtroppo qui che casca l’asino: il solo connettore è stata una scelta obbligata per mantenere compatti peso e dimensioni, ma costituisce contemporaneamente il più grande punto debole di un prodotto altrimenti (quasi) perfetto.

Che dire invece dell’Apple Watch: se, come ho letto in un commento di un utente particolarmente ispirato, un tale dispositivo serve a Samsung, LG e compagnia bella (in realtà l’utente citava solo Samsung) come ispirazione per produrre un prodotto migliore di quelli attuali (per carità l’autonomia, vi prego!) ben venga! Ma non posso certo dirmi sorpreso delle sue funzionalità: è come avere un iPhone al polso, tanto vale non avere l’iPhone! Tralasciamo il fattore prezzo che è un po’ come sparare sulla croce rossa.

Lorenzo Delli

Apple tra il MacBook più bello e il Watch più brutto

Si possono muovere molte critiche nei confronti di Apple, ma la sua capacità nel design è una delle armi che hanno contraddistinto e reso celebre la compagnia di Cupertino nel mondo. Così, il nuovo MacBook è bellissimo, pesa meno di un chilogrammo, ma forse cerca a tal punto il futuro da dimenticare il presente. Un solo connettore è una scelta azzardata: e se volessi collegare un monitor al portatile mentre è in ricarica? Possibile che abbia bisogno di un adattatore per tale operazione?

Apple Watch rappresenta un mistero per me: come un prodotto così brutto sia uscito dagli uffici dell’azienda più ricca al mondo non me lo so spiegare. La user experience doveva essere semplificata dalla rotellina, ma nelle demo di Apple questa non ha avuto un ruolo rilevante, riuscendo soltanto a farmi rimpiangere l’interazione con Android Wear, ben più intuitivo seppure non privo di difetti.

La vera prova di forza di Apple poi sta nello smartwatch da 17.000$: un prodotto che non ha il minimo senso (a quella cifra potete comprare un orologio di lusso, più bello e che non sarà obsoleto tra un paio d’anni) ma Apple riuscirà a venderne. Perché è Apple.

Lorenzo Quiroli

L’età dell’oro di Apple

La vera novità dell’evento Apple di ieri è stata l’introduzione del MacBook oro, a fianco dello Watch del medesimo colore: in questo modo sarà possibile avere smartphone, orologio e PC tutti e tre dorati. Unite al tutto una bella catenella, e di certo non passerete inosservati. Scherzi a parte, ho seguito con molto interesse l’evento di Apple, anche perché ogni volta che c’è una presentazione di questo tipo mi preoccupo sempre per il mio portafoglio, ma questa volta posso dormire sonni tranquilli.

Il nuovo MacBook 12 è molto interessante, e sono contento che Apple abbia percorso la strada dell’USB Type-C: finalmente, entro i prossimi anni, il mondo avrà uno standard unico, che non farà distinzioni di sistema operativo, razza o colore, e soprattutto sarà uno standard efficiente e semplice (anche solo per il fatto di non dover badare al lato in cui collegare l’ingresso). Se Apple fosse rimasta sul MagSafe questo non sarebbe potuto accadere, ma per fortuna non sarà così. Peccato che per il mio modo di lavorare una sola porta sia insufficiente: uscita video, lettore SD, ed almeno una porta USB, oltre a quella di alimentazione, sono per me necessarie. L’adattatore, oltre che caro, è insufficiente a questo scopo, e scomodo da portare a giro. Peccato perché il nuovo MacBook sembra “perfetto” in tutto il resto: dal display, alla tastiera, al nuovo touchpad, passando per gli speaker posti fra tastiera e schermo, ed arrivando anche al prezzo, meno eccessivo di quanto avrebbe potuto essere (ma sono necessari almeno 89€ in più per il suddetto adattatore).

Apple Watch è invece stata la delusione annunciata. Fior fiori di analisti avevano previsto vendite esorbitanti per l’orologio della Mela, ma sinceramente non so davvero se nemmeno Apple riuscirà a farcela. L’orologio cui le persone sono affezionate è un’altra cosa, ed Apple Watch è troppo diverso, sia nell’aspetto, che nelle funzioni, per non parlare del prezzo. Non ha alcuna killer feature che la concorrenza non abbia, ed anche durante la presentazione si vedeva la fatica fatta nel tentativo di convincere la platea che fosse utile, con dei punti bassissimi raggiunti durante l’invio di margheritine alla moglie o del battito cardiaco alla fidanzata. Sarà che Apple mi ha abituato a qualcosa che non fosse solo fumo, ma in questo caso l’arrosto stento davvero a vederlo, e chiunque abbia un minimo di spirito critico ammetterà che di rivoluzionario, in questo Apple Watch, non c’è praticamente nulla. (Potreste citare il prezzo, volendo essere “ironici”, ma lascerò perdere le così facili battute.)

Nicola Ligas