Scroogled

Microsoft continua la campagna “Scroogled”, questa volta contro Gmail

Nicola Ligas

Microsoft continua la sua campagna anti-Google, altrimenti detta Scroogled, ovvero sia “come sei stato fregato da Google”. Questa volta il bersaglio è Gmail, il celeberrimo servizio di posta elettronica che ormai da anni accompagna la quotidianità di milioni di utenti.

Il problema starebbe nel modo in cui Google raccoglie informazioni dalle email e le usa ai fini di portare all’utente pubblicità mirate. Secondo un comunicato stampa di Microsoft, il 70% non sa che gli email-provider invadono a questo modo la loro privacy per vendere pubblicità e l’88% di loro sarebbe contraria a questo. Anche chi non ha un proprio account Gmail ne sarebbe affetto, in quanto il suo messaggio è stato esaminato alla ricerca di parole chiave come tutti gli altri, e il risultato utilizzato per fornire pubblicità al destinatario.

Ovviamente non si tratta solo di attaccare il rivale, ma anche di fornire un’alternativa, che ovviamente è Outlook.com, e c’è anche una petizione per chiedere a Google di recedere da tale comportamento, che al momento ha raccolto poco meno di 4.000 firme a fronte delle 25.000 richieste.

Google dal canto sua afferma che anche Hotmail “scansiona automaticamente le email a beneficio degli utenti“, enfatizzando il fatto che non viene condiviso alcun tipo di contenuto con i pubblicitari, e che nessun occhio umano legge il contenuto delle email, ma è solo un sistema automatizzato.

Google insomma non nega, ma mette tutti sullo stesso piano e sottolinea alcuni passaggi importanti, non da ultimo quello che i dati non vengono diffusi a terze parti né sono in possesso degli impiegati di Google. Se questo basta a farvi sentire tutelati nella vostra privacy, allora tutto bene, altrimenti c’è una petizione da firmare.

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